EMILIO CIRILLO


Pompei, NA, Italia - DIRETTORE CENTRO STUDI A.S.2013/2014

RELAZIONE FINALE MAGGIO 2014

Nella situazione attuale, appare indispensabile un’attenta analisi delle motivazioni che hanno determinato o, quanto meno, concorso alla crisi specie numerica del nostro Distretto. Il tutto risale ai primi anni del nuovo secolo, anni in cui abbiamo assistito ad una crescita tumultuosa e non sempre ponderata in termini di soci e di clubs. Sino ai primi anni del nuovo secolo: anni 2003/2004 e 2004/2005, durante i quali il MD 108 Italy arrivò a 50.600 soci.
E’ dal 2005/2006 che inizia la perdita di soci: Quali possono essere le cause di questa mancata risposta associativa a problemi emergenti da una profonda crisi economica e di valori che colpisce le società occidentali?
Per essere in grado di rispondere ai nuovi bisogni che emergono dalla società contemporanea, occorre un Lionismo realmente presente nella società civile, capace di individuare bisogni e necessità, che diventi un interlocutore privilegiato dell’ente locale. Non più sommatoria di servizi, ma servizio comune nell'affrontare i problemi  della società: non basta più il cuore, ma occorre l'organizzazione per   passare dall'etica delle intenzioni a quella delle responsabilità.
L'associazionismo come soggetto di democrazia civile è chiamato a colmare il distacco tra politica e società attraverso la partecipazione espressa dalla democrazia partecipativa prima e deliberativa poi. Di una democrazia, cioè, che chiama i diversi soggetti a co-progettare e co-decidere attraverso luoghi e procedure orientati al confronto razionale e al dialogo. (Zamagni, Bocchini)
E’ in ciò il futuro del Lions: mettersi in gioco come agente di ricostruzione e di rilancio della società civile e come forza attiva di civilizzazione delle nostre comunità.
La crisi in atto dello stato sociale fa pensare a possibilità sempre in aumento, a patto, pero' che i Lions cambino pelle. In sintesi comunque i Lions debbono "sporcarsi le mani " operando sul campo abbandonando i condizionali (si dovrebbe, si potrebbe...).
L’innovazione, parola molto attuale, non riguarda solo il comparto industriale, ma attiene ad ogni realtà, compresa quella sociale. Questa è un’esigenza che nasce dall’evoluzione del concetto di cittadino, frutto di una evoluzione antropologica, economica e culturale di tutta la società. Conseguenza è che è necessario modificare le azioni tendenti al suo miglioramento. E’ la necessità di aiutare il cittadino a diventare attivo e coprotagonista abbandonando quella connotazione di passivo. In termini operativi cercare di innovare i processi sociali e di convivenza. Aiutare i cittadini alla partecipazione attraverso una cultura civica che non può essere demandata né allo stato né al privato per evitare il rischio di creare sudditi o consumatori. Potrà aiutarci uno sviluppo  tecnologico (città intelligenti) per consentire ai cittadini partecipazione  ed educazione. E’ il welfare
del terzo millenio che vede lo stato arretrare ed lo sviluppo del  terzo settore  traghettatore verso una  democrazia  partecipata, non vittima di interessi particolari o di distorsioni di comunicazioni. E’ un compito difficile che richiede il ripensamento profondo delle capacità e degli atteggiamenti anche dei lions. Bisogna affrontare problemi politici e religiosi non semplici e di evoluzione culturale. In questo tendere  probabilmente esiste la sopravvivenza  dei lions che non su tradizionali attività non essenziali.
I dati riferiti all’Europa e all’ Italia, sono purtroppo in netta controtendenza ed evidenziano la necessità di operare   interventi organizzativi urgenti finalizzati al rilancio dell’Associazione.
In particolare, per quanto riguarda il nostro Multidistretto - nel periodo 2005/settembre2013 , si registra  una tenuta nel numero dei club e tuttavia una pesante contrazione nel  numero dei soci di  6353  pari al -12,66%).
Grava sulla crisi l’intera area del Mezzogiorno che, nel periodo 2006/2013, con una perdita di 3660 soci assorbe il 57,61% del totale generale. Il  solo Distretto 108YA , con  1.746 soci in meno, si attesta al -32,37%
Altro aspetto  osservato riguarda il forte squilibrio  nella distribuzione dei Distretti per area geografica.
Si è anche fermata l’attenzione sul ricambio generazionale, fattore assolutamente trascurato se si considera che l’età media dei soci risulta pari a 57,83 anni, nei club numericamente più rappresentativi e  in quelli  storici ascende a circa  62 anni.
Non a caso, da uno studio precedente, risulta che I’ 84% dei soci non conosce il Lions, la sua evoluzione, le attività che sono svolte dai suoi “rami” e dalla stessa LCIF, le risorse economiche impegnate, l’andamento della gestione delle varie attività.
I punti seguenti rappresentano proposte operative (commissione Veneto,Morrone)
Rendere più incisiva ed efficace l’azione di coordinamento tra i vari organismi (Circoscrizioni, Zone, Club, Rami dell’Associazione, Attività Caratterizzanti) ;
Promuovere un processo di comunicazione consapevole con il duplice obiettivo di favorire la partecipazione interna e concorrere, con rinnovato spirito d’appartenenza, alla diffusione della notorietà e del prestigio dell’Associazione;
Mettere al centro del progetto la programmazione e la formazione, quest’ultima,  quale filo conduttore per costruire l’eccellenza;
Incrementare del 10% annuo il numero dei soci (giovani e di qualità) in modo da favorire il ricambio generazionale;
Ristabilire un corretto equilibrio territoriale 
Tutto ciò è realizzabile pensando ad una stretta collaborazione tra più organismi istituzionali quali centro studi, GLT, GMT. E’ auspicabile che questi team integrati “scendano” nei club, in mezzo ai soci, anche quando non richiesti” espressamente, curando la solitudine dei presidenti e, talora la sensazione di emarginazione, di lontananza che il socio avverte nei confronti dei vertici ,dell’associazione stessa, che non deve essere vista come entità lontana , astratta, ma presente, attiva, vicina in ogni difficoltà.
 
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