EMILIO CIRILLO


Pompei, NA, Italia - DIRETTORE CENTRO STUDI A.S.2014/2015

In questi tre anni il Centro Studi si è occupato in particolare della disaffezione dimostrata da tanti Soci, spesso di grosso valore, che si sono dimessi.
Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno della perdita dei Soci ha portato ad un saldo costantemente negativo e non bisogna nascondersi che l’Associazione viva un momento di crisi e che sia necessario un cambiamento, di cui tutti discutono proponendo cure le più disparate e, talora, poco aderenti alla realtà contingente. Pertanto sono stati contattati diversi Clubs campione, si sono organizzate riunioni aperte a tutti i Soci, che sono stati invitati, con il pretesto di somministrare loro dei questionari, ad “aprirsi”, a manifestare il loro pensiero, le loro critiche, le loro proposte. Le risposte raccolte nei Clubs, ad una indagine statistica, si sono dimostrate tutte “sovrapponibili”, evidenziando un elevato grado di uniformità di pensiero.
La problematica risulta più seria, più drammatica se, al posto del saldo, si prende in considerazione il numero di Soci che hanno abbandonato l’Associazione. Negli ultimi 10 anni il Multidistretto Italy ha perso circa 50.000 Soci! Infatti, in contemporanea, sono stati ammessi tantissimi nuovi Soci, spesso poco motivati e, soprattutto, poco preparati, per cui, quali meteore, si sono allontanati nel giro di uno, massimo due anni.
E allora dobbiamo studiare non  un semplice cambiamento, ma  una vera e propria RIFONDAZIONE, somministrando una terapia d’urto e non coprendo il male con pannicelli caldi, che servirebbero solo come terapia palliativa. Se è vero che tale fenomeno trova riscontro e va inquadrato nella più generale crisi dell’Associazionismo, a sua volta generata in gran parte dalla crisi economica, è altrettanto vero che tale fattore,  non è determinante e riguarda solo marginalmente la nostra Associazione.
LA CURA:
Soci motivati, appagati, soddisfatti, e che abbiano la certezza che le proprie risorse umane ed economiche abbiano un riscontro concreto! Il Socio al centro delle nostre attenzioni!
E sull’obiettivo della cura non  sussistono dubbi. Sulle modalità della somministrazione della terapia, invece, nascono profonde e complesse problematiche, emerse nel confronto  in questi anni con diversi Soci del Distretto:
  • Responsabilità degli opinion leader
Pur nell’indispensabile e preziosa diversità di pensiero, che deve essere fonte di aperte e costruttive discussioni, bisogna prendere coscienza che è sempre necessario trovare un’intesa reale e non solo apparente, equa, anche contro il proprio interesse. Bisogna evitare crociate non proprio sante, più o meno ufficiali, contro coloro che non si uniformano al volere dei più, ma, piuttosto, insistere con gli stessi nel dialogo, possibilmente sempre aperto ed alla luce del sole. Bisogna combattere i Lions di facciata, che provano piacere e si trovano a proprio agio negli intrighi, nel torbido, che agiscono alle spalle, che, privi di ogni dignità e, soprattutto, privi di un seppur minimo spirito lionistico, sono pronti a barattare di tutto, proprio di tutto, per un incarico, una delega, pronti a modificare parere in ogni momento pur di compiacere la cordata o il partito vincente. Meritocrazia, non gratitudine per servigi di bassa lega!
  • Razionalizzazione e semplificazione dei programmi
Una volta scoperchiato il pentolone dell’Organigramma, il Presidente rimane disorientato dal gran numero di temi e services e inizia l’anno….perdendo tempo nella scelta degli argomenti più congeniali alle professionalità del proprio Club, alle caratteristiche del proprio Territorio, o, peggio, che possano essere più graditi ad amici. A ciò si aggiunge che spesso è necessario modificare programmi ancora in itinere dall’anno precedente e che, in questo modo, alla fine portano solo ad uno spreco di risorse economiche ed umane ed allo sconcerto e malcontento dei Soci interessati all’iniziativa. La continuità non deve essere solo una bella intenzione, ma una scelta concreta e, soprattutto, consigliata caldamente dal Governatore di turno ai Presidenti. Siamo tutti ben consapevoli che undici mesi, gran parte dei quali passati in campagna elettorale ed in attività “poco lionistiche”, non sono sufficienti a concretizzare nessun progetto di largo respiro, se non qualche gesto caritativo, convegni sui temi più disparati ed astrusi, che servono solo a passerella per qualche personaggio “amico” o da rendersi “amico”. Non che i convegni non siano importanti, ma è necessario che riguardino problematiche pregnanti, attuali, concrete, e che portino sempre ad un documento, ad un atto concreto di sintesi, in cui i Lions “dicano la loro” ed abbiano anche il coraggio di schierarsi ufficialmente, documento che verrà presentato alle Istituzioni interessate ed ai media. Ben vengano temi e services internazionali, nazionali, per preservare e garantire la nostra internazionalità, ma il massimo spazio deve essere concesso all’azione sul Territorio su cui insiste il Club o i Clubs. Azione che, necessariamente, in considerazione della gravità del momento storico che viviamo, deve essere concreta, tangibile e deve coinvolgere tutti o gran parte dei Soci, ognuno per la propria professionalità. Favoriamo l’aggregazione, la collaborazione di più Clubs per area geografica, finalizzata alla realizzazione di opere concrete, utili, durature nel tempo, che, poi, rappresentano proprio il mezzo per motivare, appagare, soddisfare i Soci e per essere conosciuti ed apprezzati all’esterno. Un esempio per la città di Napoli, che avrebbe potuto raccogliere tutti i Clubs in un unico e grande sforzo, dovrebbe essere rappresentato dal Centro di Accoglienza e di Ascolto in collegamento stretto con “stelle in strada”, iniziative che dovrebbero essere considerate non di proprietà di questo o quel Lions, ma dell’Associazione intera, considerando l’alto valore e le grandi potenzialità.  Se l’iniziativa fosse divulgata adeguatamente e, soprattutto, benevolmente, non mancherebbero Soci disposti a mettere in gioco la propria professionalità di medico, psicologo, sociologo, avvocato, fiscalista, ecc. E non mancherebbero adeguati fondi se si evitassero le continue richieste di finanziamento subite dai Presidenti e finalizzate a tante piccole e, spesso, poco utili iniziative senza alcun riscontro pratico e duraturo. Sicuramente, di fronte ad una iniziativa concreta e valida, tutti, una volta l’anno, sarebbero ben lieti di mettere mano alla tasca ed al cuore. E questo vale per ogni Territorio, ad esempio per la Casa di Accoglienza di Salerno e per tutte le altre iniziative che troppo spesso rimangono in embrione o, peggio, vengono rapidamente “suicidate” per l’affollarsi di tante altre iniziative.
  • “Ristrutturazione” del Distretto (mediante l’ applicazione dello Statuto):
Per quanto la Formazione intesa in senso lato operi con costanza e qualità, non è sufficiente, a mio avviso, a far sentire “curati” i Soci, a far sentire la vicinanza dei vertici. Il nostro Distretto è troppo vasto e con infrastrutture inadeguate. Solo grazie alla buona volontà, all’abnegazione del Governatore di turno, i Clubs incontrano i vertici una-due volte l’anno. E’ troppo poco! Una Struttura più snella, magari su base regionale, sarebbe certamente l’ideale. Con interessi ed obiettivi specifici per la singola realtà geografica, migliorerebbe la qualità del Servizio e, forse, anche la collaborazione interregionale, venendo meno quei cosiddetti malintesi oggi generati da diversità di vedute. Non separazione, quindi, ma più stretta e consapevole collaborazione nel rispetto delle identità e degli interessi regionali.  Ma non è indispensabile DIVIDERE il Distretto per ottimizzare i rapporti vertice-base, ma è sufficiente applicare l’articolo 8 e 8 bis dello Statuto. Attualmente i due Vice-Governatori, pur avendo in teoria dei compiti, rappresentano delle potenzialità largamente inespresse, in quanto, in pratica, “subiscono” il trascorrere dei due anni passando da un invito ad un altro, facendo passerelle, spesso oscurati dalla presenza contemporanea del Governatore in carica. Si potrebbe realizzare la tanto agognata collaborazione, continuità, tra Vice-Governatori e Governatore, distribuendo diversamente e concretamente i compiti tra le due figure, evitando, pertanto, sovrapposizioni, presenze contemporanee a manifestazioni spesso non particolarmente importanti. Il Governatore, responsabile e coordinatore delle attività,  avrebbe, così, il tempo di dedicarsi alle visite ai Clubs ed a tutte le attività di “rappresentanza” e “politiche” dell’Associazione. Il Distretto dovrebbe essere idealmente diviso in due macroaree, Campania e Basilicata-Calabria ad esempio. Ogni macroarea sarebbe controllata da uno dei due Vice-Governatori, in base all’area di espressione. A questo punto il Vice-Governatore avrebbe la concreta responsabilità di sorvegliare la formazione coadiuvato da GLT e GMT, presenziare costantemente alle assemblee di circoscrizione, agli incontri di zona, verificando che tali eventi ritornino ad essere dei momenti di confronto libero per la soluzione e la programmazione e non solo delle passerelle per riferire programmi spesso solo teorici e mai realizzati in concreto. Altrettanto importante la partecipazione ad assemblee di club, specie di quei Clubs claudicanti, facendo sentire fattivamente l’appoggio, la vicinanza dei vertici dell’Associazione, aiutando a risolvere, grazie all’esperienza maturata negli anni, problematiche emergenti ed adottando anche provvedimenti poco piacevoli ove fosse necessario per la salvaguardia dell’Associazione stessa. Tali attività dovrebbero essere relazionate ai Consigli di Gabinetto, con discussione delle criticità insieme agli aventi diritto, togliendo tempo a quegli orpelli che infestano ormai tali momenti di aggregazione fondamentali nell’organizzazione e gestione dell’Associazione. Relazione finale, ovviamente, al Congresso di chiusura al posto del discorso preelettorale.